Perché c’è bisogno di una task force europea contro le fake news?

Quella delle fake news è una questione sempre più sentita a ogni livello e anche noi di Europa 2030 vogliamo contribuire al dibattito: perché – come per l’influenza – se sembra difficile eliminare il problema alla radice, consapevolezza digitale e buon senso possono aiutarci a sopravvivere, a scegliere, a scartare!

A volte sono proprio notizie false e falsi presupposti a condizionare le nostre scelte, il nostro modo di porci e relazionarci: parlandone, approfondendo e seguendo da vicino tutto quello che accade intorno a bufale e fake news, possiamo diventare cittadini europei più attenti, consapevoli e in grado di decidere meglio quel che vogliamo.

Lo sapevi che anche la Commissione europea si sta ponendo il problema e ha deciso di coinvolgere un gruppo di esperti per trovare una soluzione condivisa?  Perché “le false informazioni” in ambito politico “minacciano la stessa democrazia”, ha spiegato la Commissaria europea per l’economia e la società digitali Mariya Gabriel.

Il 15 gennaio 2018 la task force, presieduta da Madeleine De Cock Buning docente dell’università di Utrecht, si è riunita a Bruxelles: la prima tappa del percorso è fornire alla UE delle linee guida per stabilire cosa sia fake news e presentare i risultati di un’indagine sulla portata della disinformazione.  Per approfondire i compiti della task force, leggi l’articolo Guerra aperta in Europa alle fake news sul sito dello Europe Direct dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna.

Ciò che è ormai chiaro a tutti è che notizie inquinate, mezze verità, news che non riportano le fonti e catene diventano una bomba a orologeria: c’è chi decide di “affidarsi” e contribuisce a aumentare confusione e rumore di fondo e chi – al contrario – smette di fidarsi di chiunque, spaventato dall’idea di essere preso in giro.  Non è un caso che sui principali social generativi (Facebook per primo) stiamo assistendo a una vera e propria emorragia di utenti specie tra i Millenials: è di qualche giorno fa la notizia che i giovani tra i 16 e i 25 anni si stiano spostando in massa.

I nativi digitali cercano luoghi dove poter comunicare in maniera più evanescente, prediligono stories su Instagram e Snapchat e comunità protette su Whasapp e Telegram: non c’entrano solo le fake news ma sicuramente contribuiscono a rendere meno sostenibili per tutti alcuni spazi.

Ma quello delle fake news non è un problema che riguarda solo i social network, dobbiamo essere sempre molto attenti anche quando leggiamo un articolo (su un quotidiano o un blog) e esercitare un lecito dubbio che ci faccia avere voglia di confrontare le fonti.

Poi ci sono le catene: a te non è mai capitato di ricevere qualche messaggio privato che ti chiede di condividere “con tutti i tuoi amici” un testo allarmante? Il tema è ampio, interessante e vale la pena di essere approfondito: nessuno ha voglia di fare la figura dello stupido e a volte, nostro malgrado, a causa di notizie che sembrano un po’ vere ma non lo sono o che vengono condivise da qualcuno di cui ci fidiamo, finiamo davvero per fare una brutta figuraccia, cosa che non fa affatto bene al nostro personal branding 😉

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