LA PENTOLA RIBOLLE, IN PATRIA E IN EUROPA

Vi avevamo anticipato che questo sarebbe stato un mese denso per il nostro focus sulle fake news, e così è stato. Le iniziative per garantire elezioni europee libere e regolari a maggio 2019 sono decisamente proseguite.

Mentre l’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza spegne 15 candeline, si è anche impegnata per coinvolgere più di 80 rappresentanti dei Paesi dell’UE, presso il Parlamento europeo, in un esercizio volto a testare la capacità di reagire a potenziali incidenti legati alla sicurezza informatica degli Stati membri, che sono responsabili per lo svolgimento delle elezioni europee nei territori.

Rimanendo nelle istituzioni europee, abbiamo poi da raccontarvi qualche nuovo risultato prodotto dal Piano d’azione contro la disinformazione… ma stavolta anche a livello italiano ci sono sviluppi interessanti! Vediamo una panoramica di questi aggiornamenti.

La commissione europea ha pubblicato le ultime relazioni di Facebook, Google e Twitter sui progressi compiuti nel marzo 2019 nella lotta contro la disinformazione e, diversamente dalla volta precedente, questa volta la reazione è stata di maggiore soddisfazione. Facebook, in particolare, ha aggiornato le proprie condizioni d’uso, spiegando finalmente con trasparenza in che modo utilizza i dati dei propri utenti per sviluppare attività di profilazione e fornire pubblicità mirate.

Data l’imminenza delle elezioni europee del 23-26 maggio, la Commissione deve comunque invitare tutti gli attori coinvolti, comprese le autorità di governo e i partiti politici, ad un impegno comune di responsabilità per proteggere la democrazia contrastando la disinformazione. Proprio per aiutare i territori, lo scorso 18 marzo ha inaugurato un altro pilastro del piano d’azione contro la disinformazione: il sistema di allarme rapido, una piattaforma digitale dove gli Stati membri possono condividere informazioni su campagne di disinformazione estere in atto e coordinare una risposta, coadiuvati anche da punti di contatto nazionali.

Ma anche sul nostro territorio si muove qualcosa.

Lo scorso 9 aprile è stato presentato nel Rettorato dell’Università di Bologna il manifesto “Parliamone Ora“, promosso dal Professore di chimica Dario Braga, già prorettore alla ricerca dell’Ateneo e impegnatissimo in questo momento sul tema della disinformazione. Nella homepage si possono trovare i Professori firmatari di questo manifesto di valori, già 168, che danno disponibilità a portare in città le proprie conoscenze per argomenti che verranno loro richiesti, perché “La cultura, la divulgazione corretta, la condivisione dei saperi sono il modo più efficace per allontanare il pericolo che azioni illiberali generate da scarsa conoscenza possano diventare strumenti per la risoluzione dei problemi”. Lunedì 29 aprile alle ore 20 si terrà il primo incontro dell’associazione, intitolato “Europa da buttare? Parliamone senza Fake News”, presso la Sala Prof. Marco Biagi in via S. Stefano 119 a Bologna, in cui interverrà anche Romano Prodi.

Rimanendo in terra italiana, il Servizio economico statistico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha pubblicato due numeri del primo report statistico del suo Osservatorio sulla disinformazione online. Il primo numero esamina la disinformazione online in Italia per il 2018, anno durante il quale, ad esempio, il volume di fake news ha raggiunto il livello massimo in corrispondenza delle elezioni politiche del 4 marzo e della successiva formazione del nuovo governo. Il secondo numero, invece, si addentra già nel 2019: se il rapporto tra elezioni europee e   disinformazione non risulta ancora così diretto, la politica e gli affari di governo risultano comunque tra i tempi di rilevanza maggiormente bersaglio in Italia delle fonti di bufale.

Al prossimo aggiornamento, caro lettore, in cui speriamo di vedere proseguire questo moltiplicarsi di azione in difesa delle elezioni europee. Ci siamo quasi!

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