Mafe de Baggis e Andrea Fontana: l’intervista doppia a due dei relatori di #attentiallebufale

Bufale e cittadinanza digitale: questo il tema del workshop dell’11 maggio a Bologna a cui ti puoi ancora iscrivere su eventbrite (i primi 60 che partecipano all’intera giornata, potranno avere anche il buono pasto per il pranzo).

Quando abbiamo cominciato a progettarlo ci siamo chiesti chi fossero le persone giuste per parlarne in modo non scontato e siamo contenti di aver colto nel segno invitando 4 relatori che da molti anni si occupano di consapevolezza digitale con prospettive differenti e che ci hanno proposto temi che troverai di sicuro interesse. Cominciamo a conoscerli per prepararci meglio all’evento?

Oggi ti presentiamo Mafe de Baggis e Andrea Fontana con una breve intervista doppia sui laboratori che terranno il pomeriggio dell’11 maggio e sulla loro prospettiva. Ma prima le loro biografie!

Mafe de Baggis [MdB]

Lavora per liberare le energie delle aziende e delle persone usando le storie per mettere ordine nel loro modo di comunicare, di raccontarsi, di entrare in relazione con gli altri. Lo fa usando soprattutto i media digitali, ma solo perché da una ventina d’anni sono l’ambiente più interessante tra tutti quelli a disposizione, soprattutto se combinati con un uso narrativo degli spazi fisici (negozi, uffici, luoghi d’incontro).

https://www.mafedebaggis.it/digital-media-strategist

 

Andrea Fontana [AF]

Sociologo della comunicazione e dei media narrativi, Premio Curcio alla cultura nel 2015, TEDx Speaker, autore Hoepli. Ha introdotto in Italia il dibattito teorico e operativo sulla “narrazione d’impresa”. Imprenditore innovativo, è Amministratore delegato del gruppo Storyfactory, Direttore Didattico del Master di I livello in Marketing Utilities & Storytelling Techniques all’Università di Pavia, docente di “Corporate Storytelling” presso la stessa Università. Direttore scientifico del semestrale Narrability Journal e Presidente dell’Osservatorio Storytelling. Per approfondire: http://www.storyfactory.it/andrea-fontana/

 

E ora passiamo al loro punto di vista sulle fake news.

Fake news: è tutta colpa dei Social?

 MdB

Eh, magari: se fosse tutta colpa dei Social basterebbe fare un giro altrove per liberarcene e per trovare le notizie vere, precise e corrette. In realtà è vero il contrario: le notizie false nascono per una precisa volontà di disinformazione o per creare confusione e sui Social trovano un meccanismo che ne facilita la diffusione, aggravata dal telefono senza fili. È così anche perché i Social siamo noi: la diffusione di voci non confermate, di pettegolezzi e di notizie inventate è sempre stata una caratteristica della socialità umana. Oggi, a differenza che in passato, abbiamo più strumenti per verificarle, per approfondire, per riequilibrare.

 AF

Ni. Le notizie deformate, falsate e manipolate ci sono dallinizio dei tempi. Senza dubbio però le piattaforme di social media – per loro costituzione – favoriscono linsorgere di notizie deformate perché rendono pressoché impossibile risalire alla fonte primaria di una notizia e/o informazione. Per cui dobbiamo capire che nulla di quello che vediamo, ascoltiamo, sentiamo, leggiamo in rete o nei social può considerarsi vero, nel senso di verificato.

 

In che modo possiamo essere cittadini digitali responsabili quando leggiamo una notizia online?

 MdB

Iniziamo a togliere dalla frase “digitali” e “online”. Deve cambiare il nostro atteggiamento nei confronti delle notizie in qualsiasi ambiente e in qualsiasi mezzo: per essere cittadini responsabili dobbiamo iniziare a pensare di dubitare sempre, di qualunque notizia, soprattutto di quelle che ci piacciono, che ci compiacciono, che confermano cose di cui siamo convinti. Se qualcosa è troppo bello per essere vero, forse non è vero. Non è un invito alla sfiducia, al contrario: è un invito al pensiero critico.

AF

Tornando ai “basic” della comunicazione. Cioè, rendendosi conto e ricordandosi sempre che qualsiasi notizia o informazione online è un prodotto. Cioè un artefatto costruito da qualcuno per qualche fine specifico (dall’intrattenimento alla manipolazione) con uno specifico punto di vista. Per cui, questa consapevolezza dovrebbe sviluppare la responsabilità e soprattutto l’attenzione ai modi in cui la conoscenza oggi si costruisce e si socializza.

 

Due consigli pratici (dal tuo punto di vista) per stare “attenti alle bufale” e sopravvivere online.

MdB

 Al “troppo bello” aggiungo il “troppo veloce per essere vero”: facciamo molta attenzione a non saltare alle conclusioni, alle spiegazioni veloci di avvenimenti complessi, alla tentazione di credere alla prima ricostruzione dei fatti. E poi “troppo vago per essere vero”: le bufale si nutrono di “studi di università americane”, di “Tutti dicono che”, di “Come è noto”. Su un piano ancora più pratico: è utile (e semplice) fare caso a chi pubblica o rilancia una notizia. Agli screenshot senza link e senza un’origine, ai siti dalla grafica traballante o che nel nome richiamano testate più famose (c’è un “larepubblica” che non è “repubblica”). Siamo a un clic da tutte le altre fonti, in caso di incertezza una semplice ricerca su Google scioglie già tantissimi dubbi. E se la notizia dubbia è considerata vera da molte fonti, usate i social con la minuscola, cioè le persone che conoscete e di cui potete fidarvi.

 AF

Non dare nulla per scontato. Anche quando una notizia sembra vera non è detto che lo sia. Prima di condividere in modo rapido e istintivo verificare URL, connessioni di primo e secondo livello, collegamenti di contesto (chi dove e perché diffonde la notizia). Ricordare che ciò che si legge è un prodotto creato da qualcuno per un fine specifico, il prodotto potrebbe essere avariato, volutamente “avvelenato” o semplicemente “scaduto”. Dubitare di ogni sensazionalismo.

 

In attesa di conoscere meglio anche Franz Russo e Barbara Sgarzi, che dire? Ti servono davvero altri motivi per iscriverti subito?

Link breve a eventbrite: http://bit.ly/attentiallebufale

Hashtag della giornata e per promuovere l’evento: #attentiallebufale

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