Inaugura la mostra “This Scream in Action”

Inaugurata oggi la mostra The scream in action. Against discrimination – con diciotto manifesti realizzati da una quarantina di “giovani del mondo” per dire no al razzismo e alle discriminazioni. La Presidente Saliera ha accolto in Assemblea un gruppo di studenti del Liceo Artistico Arcangeli di Bologna, accompagnati da Siriana Suprani della Fondazione Gramsci. A presentare la mostra anche il docente del Dams dell’Università di Bologna Paolo Noto,  che ha affermato: “Sono colpito, ve lo dico in coscienza, dall’efficacia di ‘questa’ comunicazione istituzionale quando siamo circondati da molta, tanta altra annacquata”. 
Al presidente della scuola di Pace di Monte Sole, Simone Fabbri, abbiamo chiesto di raccontarci cosa vuol dire per lui questo lavoro.

La Scuola di Pace di Monte Sole sorge all’interno del Parco Storico di Monte Sole, nel punto dove si incrociano le strade che portano ai paesi di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi. Ogni anno migliaia di ragazze e ragazzi respirano l’aria di queste colline, calpestano l’erba dei campi alle pendici di Monte sole, osservano ciò che resta dei borghi di San Martino e Caprara, della Chiesa e del cimitero di Casaglia, dell’oratorio di Cerpiano – alcuni dei 115 luoghi in cui sono avvenuti, tra il settembre e l’ottobre del 1944, gli eccidi di Monte Sole.
75 anni fa quegli stessi terreni di oggi furono calpestati dalla 16a divisione corazzata granatieri “Reichfuerer” delle SS, una divisione internazionale, e da fascisti locali in appoggio, che uccisero barbaramente 770 persone – principalmente donne, vecchi e bambini – che vivevano lì in una comunità contadina insediata da secoli.
Il livello della violenza delle SS e della Wehrmacht fu tale che fece tabula rasa di un intero territorio, esseri umani ed animali, uno sterminio che pose fine anche all’esperienza della brigata partigiana “Stella Rossa” che si era formata nel 1943 e alla quale si erano uniti, oltre agli uomini e le donne di quelle comunità, anche alcuni resistenti stranieri.
La liberazione di queste terre avvenne il 17 aprile del 1945, dopo otto mesi di stazionamento del fronte sulla “Linea Gotica”, grazie all’intervento dell’esercito alleato.
75 anni dopo la Scuola di Pace, quasi come una catarsi, non può che essere luogo di incontro e dialogo tra i popoli, tra le persone di tutto il mondo.
Un luogo in cui si indagano i meccanismi che, ancora oggi, generano violenza e disumanizzano “l’altro diverso da te”.

Il percorso del progetto “EU2BE. L’Europa che sarà”, fatto con il sostegno dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna e la collaborazione del Centro Europe Direct della regione, ha visto la partecipazione di ragazze e ragazzi italiani, tedeschi, polacchi, spagnoli, sloveni e kossovari, di nativi e di migranti, e ha voluto promuovere la consapevolezza sui temi della cittadinanza europea, del valore e dell’importanza delle memorie e sui pericoli della disinformazione, della propaganda e della discriminazione, che sono alcuni pilastri su cui si costruisce una società caratterizzata da violenza e oppressione.
De-costruire quella narrazione attraverso i laboratori degli/lle educatori/trici della Scuola di Pace ha dato vita ad una azione collettiva e moltiplicativa che si è espressa grazie ad una forma d’arte “politica” come la serigrafia: 18 manifesti in cui vengono interpretati i diritti calpestati dell’essere umano per richiamare l’attenzione delle cittadine e dei cittadini europei ad un attivismo capace di contrastare le diverse forme di discriminazione.
Diritto alla libera identità di genere, al libero orientamento sessuale, alla non discriminazione su base etnica, nazionale, religiosa o in base alle caratteristiche fisiche sono stati il fulcro di questo lavoro.
Come sempre tutti e tutte usciamo arricchiti/e da questa esperienza: noi della Scuola di Pace, le e i partecipanti alla Summer School, la memoria di Monte Sole, che ancora una volta ha agito come potente mezzo trasformativo che ha aiutato ad interpretare il nostro presente.

Spero che questa mostra, partendo dall’Emilia Romagna, possa girare l’Europa, essere un pungolo per chi la vedrà e un agente di cambiamento dei contesti sociali, per costruire una società più eguale e giusta, senza razzismo, xenofobia e discriminazioni.

 

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