Le fakenews nascono a Bruxelles? Il progetto #UEverofalso

 

I bambini nascono sotto i cavoli e le fakenews a Bruxelles: la celeberrima favola che si raccontava ai più piccoli fino a non tanti anni fa potrebbe oggi concludersi così. Ultimamente sembra che “la colpa” per qualsiasi disagio, percezione di ingiustizia o sentimento di iniquità sia da addebitarsi all’Europa. È facile, quando non stiamo bene, cercare un colpevole, un capro espiatorio, un’entità astratta cui fare la conta delle manchevolezze ed è spesso questo il meccanismo che produce fakenews, leggende metropolitane e istiga alla rabbia.

A un certo punto tutto si mischia, diventa torbido e non sappiamo più che cosa sia vero o falso, diventa difficile comprendere chi abbia detto cosa, come e quando.

Ecco allora che, per volontà della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, nasce il progetto #UEverofalso dove vengono pubblicati: “dati, fatti e informazioni che vi permetteranno di capire cosa è fake e cosa no.”

Alla voce giovani, per esempio, puoi leggere cosa fa l’Europa per l’occupazione giovanile con il progetto Garanzia Giovani e perché NON si tratta di sfruttamento (fakenews). Una delle ultime notizie che ha destato polemiche, sollevato polveroni e fatto parlare a lungo è quella sul pagamento dei sacchetti per la frutta e la verdura del supermercato: “È tutta colpa dell’Europa!” ha tuonato qualcuno. E invece no, ha a che fare con una Legge italiana e ha alcune buone ragioni che la sostengono.

#UEverofalso aggrega tutte quelle notizie che riguardano l’Europa e che vogliono fare luce su leggi, scelte e normative e sul perché di alcuni trend. La prossima volta che qualcuno afferma: “È tutta colpa dell’Europa!” puoi consultare il sito o seguire online l’hashtag per approfondire la notizia, anche questo è un ottimo modo per esercitare il proprio diritto a fonti autorevoli e a una discussione di qualità, basata su dati e fatti e non su sentito dire.

L’attenzione alla bufala inizia anche da qui!

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