Facebook, Twitter e le bufale in Europa

Non solo fuga di dati e violazione della privacy degli utenti per manipolare consensi: Facebook e Twitter devono fare i conti, sempre di più, con la gestione di notizie e aggiornamenti delle persone. Perché le fake news non sono solo questione di scelta individuale ma diventano una minaccia alla collettività, ormai lo abbiamo capito.

Ecco allora che, per combattere le bufale, anche i giganti social sono scesi in campo con norme e buone prassi utili soprattutto a prevenire.

Facebook – a inizio anno – ha stilato un decalogo di Suggerimenti per individuare le notizie false ideato in Italia in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale che nella sua semplicità contiene alcuni ottimi consigli di consapevolezza digitale.

Lo sapevi, per esempio, che un titolo può ingannare?

le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false”.

Tra i consigli, segnaliamo anche quello relativo alle foto: in pochi lo raccontano, ma di solito un ottimo campanello d’allarme per accorgersi che siamo di fronte a una bufala è osservare l’immagine che la accompagna, molto spesso è evidentemente ritoccata.

La presa di posizione di Facebook riguardo le fakenews è talmente forte che negli Stati Uniti addirittura, ha acquistato alcune pagine di quotidiani cartacei per sensibilizzare le persone e invitarle a leggere il decalogo.

Anche Twitter si è mosso per affrontare il problema. Anche perché – fresca, fresca – arriva una ricerca scientifica del MIT (Massachusetts Institute of Technology) secondo cui le persone cinguettano molto più velocemente notizie false che vere, perché procurano emozioni più forti.

La piattaforma ha bloccato i profili che copiano e incollano i tweet altrui senza citarli e ha avviato un’approfondita ricerca per smascherare quelli falsi e i BOT.

Secondo un interessante articolo di Agenda Digitale la guerra alle fake news non si combatte allo stesso modo in Europa e in Usa e mentre qui da noi i governi hanno adottato iniziative volte a contenere il problema ed è stata creata una vera e propria task force per definire linee guida per tutti gli Stati membri, in America alcune testate vogliono ridimensionare gli effetti che possono avere avuto sulle recenti elezioni del presidente.  Il tema è complesso e come vedi, siamo ancora lontani da uno standard condiviso: cosa possiamo fare? Imparare a imparare e a usare lo strumento più importante di cui tutti disponiamo, il cervello…

 

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