La Commissione europea insoddisfatta sui primi progressi delle piattaforme online

I progressi compiuti in relazione agli impegni assunti dalle piattaforme online per combattere la disinformazione non sono sufficienti. Le piattaforme non hanno fornito dettagli sufficienti a dimostrare che in tutti gli Stati membri dell’UE si stanno attuando nuove politiche e nuovi strumenti in modo tempestivo e con risorse sufficienti.” con questa dichiarazione congiunta di 4 Commissari europei, ci ritroviamo dopo lo scorso aggiornamento.

La Commissione europea ha infatti pubblicato il 28 febbraio la propria reazione alle relazioni sui progressi compiuti nel gennaio 2019 presentate da Facebook, Google e Twitter, che, come firmatarie del Codice di condotta, sono state invitate a riferire mensilmente sulle azioni intraprese per garantire l’integrità dei processi elettorali in vista delle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2019.

Twitter, Facebook e Google sono risultati deficitari rispetto alla richiesta della Commissione di informazioni dettagliate sui progressi compiuti in merito al vaglio delle inserzioni pubblicitarie, alla trasparenza dei messaggi pubblicitari di natura politica, alla chiusura dei profili falsi e per quanto riguarda i sistemi di marcatura dei bot. La Commissione non ha però mancato di riconoscere alcune novità positive. Informazioni più dettagliate sono disponibili cliccando qui.

Rimaniamo dunque in attesa, caro lettore, della prossima relazione mensile relativa a febbraio, che vedremo già a marzo 2019. La verifica della Commissione si estenderà comunque oltre le elezioni europee di maggio: entro la fine del 2019 arriverà infatti una valutazione globale del primo anno di applicazione del codice di condotta. Se si confermasse l’insufficienza dei risultati, la Commissione potrebbe riservarsi di procedere per via normativa.

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